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La prova nel giudizio per l’accertamento della illegittimità del licenziamento.

Impugnazione licenziamento – Datore di lavoro – Difesa – Dimissioni del lavoratore – Prova delle circostanze di fatto indicative dell’intento recessivo – Difetto – Ipotesi.

(c.c., art. 2118).

Il datore di lavoro che, convenuto in giudizio ai fini dell’accertamento della illegittimità del licenziamento irrogato al prestatore, opponga l’intervenuto scioglimento del rapporto a seguito delle dimissioni del lavoratore, è tenuto a provare le circostanze di fatto indicative dell’intento recessivo. La parte datoriale non può, invece, limitarsi ad allegare l’allontanamento del lavoratore dall’azienda, attesa la natura di negozio giuridico unilaterale delle dimissioni, dirette alla rinunzia del posto di lavoro. Di talché nel caso concreto, in disparte la raccomandata recante la impugnazione del licenziamento inviata dal lavoratore, non può attribuirsi alcun rilievo alle difese della parte datoriale, limitatasi a contestare il licenziamento mediante la sola allegazione dell’abbandono del posto di lavoro da parte del prestatore, senza fornire prova del fatto e delle circostanze che sarebbero state a base del gesto.

Tribunale di Firenze; sentenza del 7 luglio 2016, n. 641; Giudice Unico Dr. T. M. Gualano.

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