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LA PRONUNCIA DI ESPRESSIONI DI CARATTERE MINATORIO QUANDO SONO DIRETTE AD UN PUBBLICO UFFICIALE DURANTE IL COMPIMENTO DEL PROPRIO ATTO DI UFFICIO

Resistenza a pubblico ufficiale – Condotta rilevante – Pronuncia espressioni carattere minatorio – Volontà dell’agente di opporsi al compimento dell’atto di ufficio – Elemento soggettivo.

c.p. art. 337

Costituisce condotta idonea alla integrazione del delitto di resistenza a pubblico ufficiale la pronuncia di espressioni di carattere minatorio allorquando sia espressione della volontà dell’agente di opporsi al compimento dell’atto di ufficio. Dal punto di vista soggettivo il delitto in parola è integrato in presenza, oltre della volontarietà del comportamento medesimo, anche della consapevolezza del prevenuto dell’attività d’ufficio in corso di svolgimento da parte del soggetto sul quale la violenza o la minaccia sono dirette.

Tribunale Penale Bari 1442-2016

 

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