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LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO: LA TUTELA DEL LAVORATORE.

Obbligo di prevenzione e risarcimento.

Rapporto di lavoro subordinato – Tutela del lavoratore e prevenzione degli infortuni sul lavoro – Responsabilità del datore di lavoro – Caratteri e natura – Risarcimento del danno ed onere della prova.
c.c., artt. 2087, 2117
In tema di tutela del lavoratore e prevenzione degli infortuni sul lavoro, la responsabilità del datore di lavoro, ai sensi dell’art. 2087 c.c., può essere ricondotta tanto nell’alveo della responsabilità contrattuale, quanto in quella extracontrattuale. L’art. 2117 c.c. impone, a tal proposito, al datore di lavoro di adottare le misure necessarie a tutelare l’integrità dei lavoratori introducendo un dovere civile in tal senso che trova fonte immediata e diretta nel rapporto di lavoro e la cui inosservanza, ove sia stata causa di danno, può essere fatta valere con azione risarcitoria. Ai fini risarcitori, per la violazione dell’obbligo di prevenzione di cui all’art. 2087 c.c. è necessario che l’evento dannoso sia riferibile a sua colpa, non potendo esso essere ascritto al datore di lavoro, a titolo di responsabilità oggettiva. Invero, le norme dettate in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, tese ad impedire l’insorgenza di situazioni pericolose, sono dirette a tutelare il lavoratore non solo dagli incidenti derivanti dalla sua disattenzione, ma anche da quelli ascrivibili ad imperizia, negligenza ed imprudenza dello stesso.

Tribunale Lavoro Bari 1386-2016

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