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LA LEGITTIMAZIONE AD AGIRE. Verifica della sussistenza.

Procedimento – Civile – Legittimazione – Processuale – Legittimazione – Agire – Differenze – Difetto – Rilevabilità – Ufficio.

(c.p.c. art. 81).

In tema di procedimento civile, la “legitimatio ad causam” si ricollega al principio dettato dall’art. 81 c.p.c., secondo il quale nessuno può far valere nel processo un diritto altrui in nome proprio fuori dei casi espressamente previsti dalla legge e, essendo attinente al contraddittorio, comporta la verifica, anche d’ufficio, in ogni stato e grado del processo, della coincidenza dell’attore e del convenuto con i soggetti che, secondo la legge che regola il rapporto dedotto in giudizio, sono destinatari degli effetti della pronuncia richiesta. La legittimazione ad agire, invece, integra una condizione dell’azione diretta all’ottenimento, da parte del giudice, di una qualsiasi decisione di merito, e la sua sussistenza va verificata esclusivamente alla stregua della fattispecie dedotta in giudizio, prescindendo dall’effettiva titolarità del rapporto dedotto in causa che si riferisce al merito, con la conseguenza che l’eccezione relativa alla concreta titolarità del rapporto non è rilevabile d’ufficio, ma è affidata alla disponibilità delle parti e, dunque, deve essere tempestivamente formulata.

Corte di Appello di Milano, sezione II, sentenza del 24 gennaio 2017, n. 470, Giudice, Pres. A.M.R. Sbordone.

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