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LA FATTURA COMMERCIALE ED IL VALORE PROBATORIO

Fattura commerciale – Formazione unilaterale – Funzione – Natura – Riferimento ad un rapporto già costituito – Rapporto contestato – Valore probatorio.

(C.c. artt. 2697, 2710).

La fattura commerciale, tenuto conto della sua formazione unilaterale e della funzione di far risultare documentalmente elementi relativi all’esecuzione di un contratto, si inquadra tra gli atti giuridici a contenuto partecipativo e si struttura secondo le forme di una dichiarazione indirizzata all’altra parte, avente ad oggetto fatti concernenti un rapporto già costituito. Qualora tale rapporto sia oggetto di contestazione tra le parti stesse, la fattura, quantunque annotata nei libri obbligatori, non può assurgere a prova del contratto e nessun valore, nemmeno indiziario, le si può riconoscere, tant’è che, contro ed in aggiunta al contenuto della stessa, sono ammissibili prove testimoniali volte a dimostrare eventuali convenzioni non risultanti dall’atto, ovvero ad esso sottostanti. Se la fattura è prova idonea del credito per l’emissione di un decreto ingiuntivo, non rappresenta nel giudizio di merito prova idonea in ordine alla certezza, alla liquidità ed alla esigibilità del credito dichiaratovi, come ai fini della dimostrazione del fondamento della pretesa. (Nella fattispecie, data la mancata produzione da parte del convenuto-appellante delle scritture contabili, per cui non era stato possibile accertare la registrazione delle fatture e la regolarità della tenuta, e la mancata prova del rapporto sottostante alle fatture contestate dall’attrice, si riteneva corretta la decisione appellata ove aveva rigettato la richiesta di compensazione legale dei crediti).

Corte di Appello di Lecce, sezione II; sentenza del 29 giugno 2016, n. 694; Pres. Dr. P. Buccarella.

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