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LA CONTRAFFAZIONE ALIMENTARE

L’elemento psicologico del reato.

La sentenza : Cassazione Civile – Sez. I – n. 22618/2014

Tra le numerose sentenze in materia, quella in esame ha sancito un importante principio con riguardo all’elemento psicologico del reato p.e p. dall’art. 440 c.p..

Il caso :Tizio, in qualità di titolare di macelleria, aveva posto in commercio carne tritata fresca, aggiungendo notevoli concentrazioni di additivi alimentari. Detta  carne era stata consumata da un cliente che a causa proprio di detti additivi, aveva subito una reazione da shock anafilattico con arresto cardio circolatorio.

Di seguito integralmente il principio.

“… … quanto alla ritenuta violazione dell’art. 440 cod.pen: il reato di adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, previsto dall’art. 440 cod. pen., è a forma libera e quindi può realizzarsi anche mediante attività non occulte o fraudolente, né espressamente vietate dalla legge. Quanto all’elemento psicologico, questo è costituito dal dolo generico, di tal che risulta sufficiente la semplice coscienza e volontà della condotta e dell’evento ad essa ricollegabile (pericolo obiettivo per la salute pubblica connesso al corrompimento o all’adulterazione delle acque o sostanze destinate all’alimentazione), senza alcuna necessità che il detto evento sia specificamente perseguito in funzione dell’obiettivo di realizzare un attentato alla salute pubblica ……”.

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