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LA CHIAMATA DEL TERZO NEL PROCEDIMENTO CIVILE

Chiamata del terzo – Istanza di parte – Valutazione discrezionale del giudice del merito – Obbligo di accogliere l’istanza – Sussistenza del litisconsorzio necessario.

(C.p.c. artt. 102, 106).

La chiamata del terzo disposta ex art. 106 c.p.c., ad istanza di parte, è rimessa all’esclusiva valutazione discrezionale del giudice del merito. Ne deriva che l’esercizio del relativo potere non può formare oggetto di impugnazione né tantomeno è sindacabile nel giudizio di appello ed in quello di legittimità. Del resto, in conformità con le ragioni di economia processuale ed il principio di ragionevole durata del processo, l’obbligo del giudice di accogliere l’istanza di differimento dell’udienza per consentire la chiamata in causa di un terzo sussiste solo in ipotesi di litisconsorzio necessario ai sensi dell’art. 102 c.p.c. (non ravvisabile nella fattispecie), rientrando, invece, nella discrezionalità del giudice la concessione od il diniego alla chiamata del terzo.

Corte di Appello di Lecce, sezione II; sentenza del 29 giugno 2016, n. 693; Pres. Dr. P. Buccarella.

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