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LA CESSIONE DELL’AZIENDA E LA DETERMINAZIONE DEL VALORE

Cessione d’azienda – Valore dell’azienda – Scelta tra il metodo patrimoniale semplice e quello complesso – Giudizio di fatto – Avviamento – Valore – Criteri per la determinazione – Natura dei criteri

In caso di cessione d’azienda o di ramo di essa, la scelta, ai fini della determinazione del valore dell’azienda e, dunque, della base imponibile, tra il metodo patrimoniale semplice, che considera l’azienda come un insieme mero di attività e passività e postula, quindi, l’inesistenza dell’avviamento, ed il metodo patrimoniale complesso, che integra il primo, considerando quei fattori, quali le plusvalenze da beni immateriali come pure dal know-how aziendale, dalla formazione del personale ed altro, che, nel loro complesso, rappresentano l’avviamento, il quale, pertanto, resta compreso nel trasferimento e soggetto all’imposta ai sensi dell’art. 51, comma 4, del D.P.R. n. 131 del 1986, costituisce oggetto di un giudizio di fatto, rimesso al giudice di merito ed incensurabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato, trattandosi, in ogni caso, di criteri idonei ad apprezzare il congruo valore economico di scambio. All’uopo, si precisa che i criteri per la determinazione del valore di avviamento di un’azienda, fissati dall’art. 2 del D.P.R. n. 460 del 1996, non sono obbligatori e vincolanti per l’Amministrazione finanziaria, la quale può adottare criteri diversi se ritenuti più congrui, alla sola condizione che dia conto della maggiore affidabilità del criterio prescelto.

Commissione Tributarie Regionale di Milano sent del 04/03/2016, n. 1194, sez. 34; Pres. Sacchi Maurizio, Rel. Scarzella Fabrizio.

CTR Milano 1194-2016 Sez. 34

 

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