Il commentoNews

Interruzione del giudizio: decorrenza del termine per la riassunzione

Una interessante decisione del Tribunale di Roma ha chiarito il tema dell’interruzione del giudizio, la riassunzione ed eventualmente l’estinzione.

Il deposito in udienza del certificato di morte di una delle parti, così come previsto e sancito dall’300 co. 4° c.p.c. ha efficacia interruttiva, poiché porta ritualmente a conoscenza delle parti e del Giudice, l’evento e, dunque, da tale data il processo è da ritenersi interrotto sebbene il Giudice abbia provveduto in tal senso solo successivamente.

Nella fattispecie di morte o perdita della capacità processuale della parte costituita, che sia dichiarata in udienza o notificata alle altre parti dal procuratore della stessa parte colpita da uno di detti eventi, la S. Corte ha evidenziato che si “produce, ai sensi dell’art. 300, comma secondo, cod. proc. civ., l’effetto dell’interruzione del processo dal momento di tale dichiarazione o notificazione e il conseguente termine per la riassunzione, in tale ipotesi, come previsto in generale dall’art. 305 cod. proc. civ., decorre dal momento in cui interviene la dichiarazione del procuratore o la notificazione dell’evento, ad opera dello stesso, nei confronti delle altre parti, senza che abbia alcuna efficacia, a tal fine, il momento nel quale venga adottato e conosciuto il provvedimento giudiziale dichiarativo dell’intervenuta interruzione (avente natura meramente ricognitiva) pronunziato successivamente e senza che tale disciplina incida negativamente sul diritto di difesa delle parti” (Cass. SS.UU. Sentenza n. 7443 del 20/03/2008; conf. Cass. Sez. 3, Sentenza n. 773 del 15/01/2013).

La disciplina dell’interruzione del processo conseguente alla morte o perdita di capacità processuale della parte contumace è analoga, nel senso che l’interruzione opera di diritto; ai sensi del co. 4° il momento in cui si verifica è quello “in cui il fatto interruttivo è documentato dall’altra parte o è notificato ovvero è certificato dall’ufficiale giudiziario nella relazione di notifica di uno dei provvedimenti di cui all’art. 292 c.p.c.” (con le modifiche introdotte dall’art. 46 co. 13 della legge 18 giugno 2009 n. 69 è stata espressamente attribuita rilevanza, ai fini interruttivi, anche all’attività di documentazione proveniente dalle altri parti del giudizio). L’interruzione si verifica, altresì, indipendentemente dall’adozione di un formale provvedimento del Giudice (v. Cass. Sez. 3, Sentenza n. 24762 del 28/11/2007).

 

Tribunale di Roma – Sezione V –  n. 1213/2018 pubblicata il 18/01/2018

 

Richiedi la sentenza

Articolo Precedente

CONDOMINIO: NULLA LA CLAUSOLA CHE AUTORIZZA IL COSTRUTTORE A MODIFICARE LE TABELLE MILLESIMALI.

Articolo Successivo

Opposizione infondata e strumentale: lite temeraria.