Il commentoNews

INTEGRAZIONE DEL REATO P. E P. DALL’ART. 337 C.P.

Reato ex art. 337 c.p. – Minaccia e violenza verso i pubblici ufficiali – Scopo – Preclusione effettiva della libertà di azione del pubblico ufficiale – Circostanza irrilevante.

(C.p. art. 337).

Ai fini dell’integrazione del reato ex art. 337 c.p., occorre il verificarsi di atti positivi di aggressione o minaccia che impediscano al pubblico ufficiale di compiere l’atto del proprio ufficio rimanendo al di fuori della fattispecie un comportamento di mera disobbedienza o resistenza passiva. L’atto di divincolarsi rappresenta violenza idonea per la ravvisabilità del reato de quo, e non già una mera resistenza passiva quando non costituisce una sorta di reazione spontanea ed istintiva alla costrizione operata dal pubblico ufficiale, ma un vero e proprio impiego di forza diretto a neutralizzare l’azione del pubblico ufficiale ed a sottrarsi alla presa guadagnando la fuga. Per la sussistenza del delitto de quo, non occorre poi che sia impedita in concreto la libertà di azione del pubblico ufficiale essendo sufficiente che si usi violenza o minaccia per opporsi al compimento di un atto di ufficio o di servizio. (Nella fattispecie il comportamento dell’imputato, consistente nel divincolarsi e nel colpire uno dei pubblici ufficiali, costituiva una condotta atta ad intimorire gli agenti che stavano eseguendo il controllo del medesimo in relazione al possesso ed al porto sulla pubblica via di beni con marchi contraffatti, con conseguente configurabilità del reato in parola).

Tribunale di Genova; sentenza del 8 agosto 2016, n. 4609; Giudice Monocratico Dr.ssa S. Boccaccio.

Richiedi la sentenza

Articolo Precedente

IL PRINCIPIO IURA NOVIT CURIA

Articolo Successivo

EVASIONE. Integrazione della fattispecie di reato