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INFORTUNI SUL LAVORO. Responsabilità penale del datore di lavoro

Lavoratore – Infortunio – Responsabilità penale del datore – Esclusione – Condotta abnorme del prestatore – non configurabilità – Ipotesi – Fattispecie.

(C.p. art. 590).

La responsabilità del datore di lavoro in relazione all’infortunio subito dal lavoratore può essere esclusa solo dal comportamento del prestatore infortunato che rivesta i caratteri dell’eccezionalità, dell’abnormità e della esorbitanza, in quanto causa sopravvenuta che esclude il rapporto di causalità quando da sola sufficiente a determinare l’evento. L’ipotesi non ricorre qualora l’infortunio si sia verificato durante l’esecuzione di una normale operazione di lavoro ed in assenza di direttive in merito al rischio connesso e nessuna iniziativa arbitraria, o comunque in violazione di prescrizioni impartite dal datore di lavoro, risulti posta in essere dal prestatore. Nel caso concreto, in tal senso, non risulta che la condotta della persona offesa sia stata connotata da elementi di abnormità, inopinabilità ed esorbitanza rispetto al processo lavorativo, tale da configurare causa esclusiva dell’evento, non trattandosi di una lavorazione esorbitante rispetto al processo lavorativo, in assenza di precise direttive organizzative, di talché deve confermarsi la gravata pronuncia nella parte in cui ha ritenuto sussistente la responsabilità del datore di lavoro ex art. 590 c.p..

Corte di Appello di Trento; sentenza del 23 febbraio 2017, n. 42; Pres. Dr.ssa D. Genalizzi.

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