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Infiltrazioni nel locale commerciale, rigettata richiesta di ripristino

Sentenza n. 3097/2019 – Tribunale Ordinario di Torino – Sezione Ottava Civile

 

 

 

 

E’ subentrata nel contratto di locazione di una farmacia, immobile venduto dopo la morte della locatrice dall’erede a nuova proprietaria. Con quest’ultima l’affittuaria aveva posto in essere una ‘Scrittura privata di rettifica dello stesso contratto di locazione’, ma ancor prima aveva avvisato l’erede e l’amministratore di condominio che all’interno del locale vi erano danni da infiltrazioni con vistose macchie di umidità. Inviata anche una raccomandata ed una mail per sollecitare l’urgente intervento di ripristino.

La ricorrente ha quindi chiesto di condannare la nuova proprietaria all’effettuazione degli interventi necessari e di riavere indietro parte del canone corrisposto in eccedenza rispetto alla parte dell’immobile effettivamente fruibile sino alla eliminazione dei vizi, condannando la controparte al risarcimento del danno.

La convenuta ha ribadito di essersi attivata con l’amministratore e che a seguito di sopralluogo era stato riscontrato che i segni di infiltrazione d’acqua erano da ricondurre a precedenti ammaloramenti della tinteggiatura, dovuti presumibilmente alla presenza di umidità e da ricondursi a problematiche d’impermeabilizzazione dei muri perimetrali del fabbricato in quella porzione della struttura.

La parte convenuta ha a sua volta chiesto il rigetto delle domande ex adverso proposte e comunque ha inteso chiamare in causa il Condominio, affinché, in subordine, nella denegata ipotesi di accoglimento delle domande avversarie, il medesimo venga dichiarato tenuto all’esecuzione dei lavori necessari.

Si è costituito anche il Condominio, il cui amministratore ha, in via preliminare, contestato il fondamento della chiamata in giudizio, trattandosi di domanda del conduttore nei confronti del locatore a titolo contrattuale e rispetto alla quale il Condominio è estraneo

Sotto un primo profilo, la conduttrice non ha dimostrato che le infiltrazioni si sono verificate o anche solo intensificate a partire dal mese indicato, come invece assunto.

È stato poi provato attraverso la documentazione fotografica e le testimonianze raccolte che lo stato dei luoghi, negli anni della locazione, non è sostanzialmente mutato.

Il Tribunale ha quindi rigettato le domande di parte ricorrente; ha condannato la parte ricorrente al rimborso in favore della parte convenuta delle spese di lite, oltre al rimborso spese generali forfettario. Ha condannato la parte convenuta al rimborso in favore del terzo chiamato delle spese di lite.

 

 

 

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