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Inaugurazione anno giudiziario, il Tar tira le somme: “ricorsi in aumento”. Grande impegno della magistratura amministrativa

Quattrocentosessantaquattro ricorsi con un incremento rispetto all’anno precedente del più 12%: sono i numeri del Tar Molise nel 2014. Dati che si pongono in controtendenza rispetto a molti altri Tribunali e Sezioni che, invece, contemplano una notevole riduzione. “La speranza è che non si tratti del sintomo di una accresciuta litigiosità o di un peggioramento nel funzionamento dell’Amministrazione locale”: ha ribadito da subito il presidente del Tribunale amministrativo regionale del Molise, Antonio Onorato, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2015. In evidenza, nella sua relazione, le tipologie del contenzioso pendente. Quello più faticoso è relativo le gare d’appalto, nel corso delle quali le Amministrazioni sono chiamate a dare applicazione ad un sistema normativo eccessivamente minuzioso e mutevole. “La verifica dei requisiti dei concorrenti – ha sottolineato il presidente Onorato – si traduce troppo spesso in una sorta di caccia all’errore, quando invece l’interesse fondamentale in questo settore dovrebbe essere quello di favorire la massima concorrenza evitando l’eliminazione, per motivi di minimo rilievo, di offerte potenzialmente vantaggiose per l’Amministrazione committente”. In calo, di contro, il numero dei ricorsi in materia urbanistica ed edilizia. Le controversie riguardano principalmente i nuovi strumenti della Dia e della Scia che lasciano alla Amministrazione un ruolo di controllo ma pongono il serio problema della tutela dei terzi danneggiati da una attività edilizia, tollerata ma contro legem. Particolarmente impegnative e numerose sono poi le controversie in tema di autorizzazione di impianti destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili (eolici, fotovoltaici e da recupero di biomasse. Altrettanto complesso è il contenzioso in materia di contributi e finanziamenti anche comunitari al quale il Tribunale cerca di assicurare una sollecita evasione, al fine di evitare la restituzione delle relative risorse per mancata utilizzazione nei termini. In materia di pubblico impiego frequenti i ricorsi di appartenenti a Forze Armate e a Corpi di Polizia, i quali chiedono il trasferimento, il riconoscimento dell’equo indennizzo, ovvero impugnano provvedimenti speciali. Infine trova spazio il contenzioso in tema di sanità che riguarda sia le convenzioni, sia la talora dolorosa riorganizzazione e redistribuzione sul territorio delle strutture nel rispetto delle ridotte disponibilità finanziarie”.

Ma tornando ai numeri. Nel 2014 definiti 830 affari, con conseguente riduzione dell’arretrato di ben 366. Quindi nel 2014, il Tar Molise è stato il più produttivo nello smaltimento dell’arretrato: espressione dell’assiduo impegno di magistrati e personale senza onori finanziari aggiunti. I dati di partenza erano però elevati, quindi restano negli archivi un migliaio di ricorsi da esaminare. Una priorità ormai nel lavoro quotidiano dell’intero Tribunale, mentre si dovranno fare i conti anche con l’entrata in vigore di nuove riforme.

L’attenzione del presidente Onorato rivolta al rapporto tra Stato e Regioni. Queste ultime dovrebbero conservare maggiore autonomia su più fronti. Infine la questione Province che saranno definitivamente abolite e questo pone già da adesso serie e complesse problematiche relativamente al passaggio delle funzioni, alla sistemazione del personale e alla sorte dei procedimenti in corso.

Non è comunque mancato un accenno ai problemi che stanno affliggendo il paese e al ruolo della politica il cui perseguimento deve essere il bene comune in una visione unitaria degli interessi, mentre “per tutti – ha concluso il presidente Onorato – l’imperativo del 2015 deve essere ricostruire la fiducia”.

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