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Impianto trattamento rifiuti: TAR Campania riapre i termini di impugnativa su procedura di Via

Il TAR Campania in sede di dibattimento sul contenzioso proposto dal Comune di Sassinoro (BN) contro la Regione Campania teso all’annullamento del Decreto di autorizzazione per la realizzazione di un impianto di trattamento della frazione umida di rifiuti per 22 mila tonnellate annue, da installare al confine con il Molise, ha sancito la riapertura dei termini per far pervenire osservazioni sulla procedura di impatto ambientale su un atto prodotto dalla Regione Campania in sede di giudizio.

In pratica il Tribunale Amministrativo ha momentaneamente sospeso la trattazione della causa consentendo al Comune di Sassinoro, alla Comunità Montana Alto Tammaro, alla Provincia di Benevento e ad ogni altro soggetto istituzionale interessato, di far pervenire impugnative, osservazioni di merito o atti tesi ad evidenziare in sede di valutazione di incidenza e di impatto ambientale possibili alterazioni, criticità, difficoltà o incongruenze connesse con l’istituzione del Parco Nazionale del Matese, con la presenza del fiume Tammaro e della Diga di Campolattaro-Morcone, con aree protette, siti di interesse comunitarie, zone di protezione speciale, aree di natura 2000, siti sottoposti a vincolo come il Tratturo Pescasseroli-Candela, questioni attinenti la vicinanza a centri abitati, fabbricati privati, capannoni o aziende, e/o ogni altro rilievo di qualsivoglia tipologia o causa attinenti le ricadute sul territorio della realizzazione dell’impianto di trattamento rifiuti.

Grazie alla tenacia della comunità di Sassinoro che ha continuato a presidiare il territorio anche durante le festività e nonostante le temperature artiche, il TAR Campania ha riaperto sul piano procedurale l’opportunità anche per la Regione Molise e le Amministrazioni Locali del versante molisano interessate, di produrre rilievi in sede di contenzioso atti a tutelare la Valle del Tammaro, il sito di Saepinum-Altilia, il Tratturo Pescasseroli-Candela. il fiume Tammaro, il Massiccio del Matese e le innumerevoli aziende agricole, turistiche, artigianali, zootecniche, commerciali e ricettivo-culturali del proprio territorio.

 

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