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Impalcatura e cassonetti vicino al residence, nessun danno alla struttura

Sentenza n. 1012/2019 – Tribunale di Teramo

 

 

Una impalcatura ingombrante che restringeva la strada pubblica rendendo difficoltoso il passaggio e il posizionamento di alcuni cassonetti della spazzatura, buste di immondizia e cartoni subito dopo  l’entrata di un residence che per tali motivi registrava continui disagi ai propri utenti. Questi ultimi, infastiditi, avevano manifestato insofferenza annunciando che in futuro non avrebbero più scelto quella struttura. Per questi motivi, la società proprietaria del residence si è rivolta al Tribunale chiedendo di accertare e dichiarare l’illegittimità del comportamento tenuto dal Comune e dall’hotel responsabili dell’impalcatura e della collocazione della spazzatura che emanava inoltre uno sgradevole odore. Quindi la richiesta del risarcimento del danno.

Dal canto suo il Comune si è costituito in giudizio deducendo la sua totale estraneità alla vicenda concludendo per l’integrale rigetto della domanda attorea e chiamando in causa uno degli hotel come unico responsabile delle condotte descritte.

Anche da parte dell’albergo chiamato in causa ribadita la completa infondatezza della domanda attorea.

Domanda che per il Tribunale non può trovare accoglimento.

La società attrice ha instaurato il presente giudizio al fine di far valere la responsabilità extracontrattuale dell’ente comunale nella vicenda che vede coinvolti pure due hotel.

In punto di diritto, deve rammentarsi che affinché possa configurarsi una responsabilità aquiliana è necessario, anzitutto, poter apprezzare la sussistenza di un fatto illecito. Sotto il profilo strutturale, il fatto può avere carattere commissivo od omissivo, e quest’ultimo può considerarsi illecito solo se il soggetto, la cui omissione ha causato il danno, aveva l’obbligo giuridico di evitarlo, con la conseguenza che l’ambito applicativo del comportamento omissivo illecito è decisamente più ristretto dello spazio riservato all’illecito commissivo: non esiste, infatti, un dovere universale di intervenire in favore altrui, essendo necessario che sorga in capo all’autore dell’omissione un obbligo di garanzia o di protezione finalizzato ad evitare l’evento dannoso. Nel caso di specie, non può ritenersi sussistente una responsabilità civile omissiva in capo al Comune, non essendo ravvisabile alcun obbligo di garanzia o di protezione finalizzato ad evitare gli eventi dannosi lamentati da parte attrice.

Non è poi possibile ravvisare alcuna responsabilità risarcitoria in capo all’hotel.

Le condotte lamentate dalla società attrice, infatti, sono state realizzate su un’area provata appartenente alla proprietà della terza chiamata. Dal canto suo l’attrice non ha dimostrato in alcun modo l’esistenza di una servitù di passaggio per la predetta strada. Ed ancora, non sono dimostrati i danni che l’attrice assume di aver sofferto.

Parimenti, non è stata dimostrata la sussistenza del danno morale e del danno all’immagine invocati dalla società attrice, meramente allegati e rimasti sguarniti di qualsivoglia supporto probatorio.

Ne deriva, conclusivamente, l’integrale rigetto della domanda attorea.

 

 

La sentenza in esame può essere richiesta per mezzo di Lexgenda alla voce ‘Richiedi una sentenza’

 

 

 

 

 

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