Il commentoNews

IL “SUPERCONDOMINIO”

Edifici separati ed autonomi – Parti in comune – Configurabilità del supercondominio – Caso concreto – Sussistenza di parti comuni – Irrilevanza della volontà dei singoli proprietari – Ratio.

c.c. art. 1117

Qualora alcuni edifici separati ed autonomi abbiano alcuni parti comuni, indubbiamente oggetto di proprietà comune ex art. 1117 c.c., destinate ad uso comune e legate da un vincolo funzionale di pertinenza a tutti gli immobili facenti parte del complesso, si configura il supercondominio. Nel caso concreto, ove si faceva riferimento a tre palazzine e tre case unifamiliari di cui una di proprietà dell’appellante aventi in comune la rampa di accesso ai garage ed ai corridoi posti al piano interrato colleganti la rampa di accesso ai garage ed alle cantine di proprietà esclusiva dei singoli proprietari degli immobili interessati, il godimento delle suddette parti comuni era strumentale al godimento dei singoli beni individuali e non suscettibile di un’autonoma utilità. Del resto, lo stesso contratto di compravendita concluso dall’appellante non escludeva la destinazione all’uso e al godimento comune di dette parti, cosicché l’appellante era consapevole dell’esistenza di tale vincolo condominiale tra le parti comuni in esame e la sua proprietà esclusiva, tanto da impegnarsi a pagare le spese condominiali. Né era rilevante l’assenza di volontà di costituire il supercondominio da parte di tutti i proprietari degli immobili interessati, atteso che, ai fini della formazione del supercondominio, non è necessaria né la manifestazione di volontà dell’originario costruttore né quella di tutti i proprietari delle unità immobiliari, venendo il medesimo in essere “ipso iure et facto”.

Tribunale Civile Trento 136-2016

Articolo Precedente

L’AZIONE DI REVOCATORIA ORDINARIA

Articolo Successivo

L’ASSEGNO DIVORZILE