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IL REATO DI VIOLENZA PRIVATA

Delitti contro la libertà individuale – Violenza privata – Natura e caratteri della fattispecie delittuosa – Presupposti per la configurabilità del reato – Momento consumativo del reato.

(C.p., art. 610).

Il reato di violenza privata, p. e p. dall’art. 610 c.p. tutela la libertà psichica dell’individuo nella sua volontaria esplicazione da quegli atteggiamenti altrui tesi a costringerlo ad assumere un certo atteggiamento o a compiere una data azione. Ai fini della configurabilità della fattispecie p. e p. dall’art. 610 c.p. la condotta dell’agente può consistere in una violenza “costituita dall’esplicarsi di una qualsiasi energia fisica da cui derivi una coazione personale, non rilevando né la qualità dei mezzi adoperati, né che essi siano diretti o indiretti, di carattere materiale o psicologico, occorrendo solo la loro idoneità al raggiungimento dello scopo, che è quello di costringere altri a fare, tollerare od omettere qualcosa. Il reato si consuma nel momento in cui il soggetto passivo sia di fatto costretto ad assumere il comportamento cui la condotta dell’agente era finalizzata, senza che sia necessario il protrarsi della sua condotta fino a tale momento.

Tribunale di Taranto, sezione II, sentenza del 03 ottobre 2016, n. 2305, Giudice, dott.sa F. Misserini.

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