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IL REATO DI RICETTAZIONE E L’AGGRAVANTE DEL MEZZO FRAUDOLENTO

Furto – Aggravante dell’uso del mezzo fraudolento – Condotta astuta e scaltra – Neutralizzazione delle difese apprestate a tutela della res – Fattispecie.

(C.p. art. 625).

L’aggravante dell’uso del mezzo fraudolento, ex art. 625 c.p., delinea una condotta, posta in essere nel corso dell’azione delittuosa, dotata di marcata efficienza offensiva e caratterizzata da insidiosità, astuzia, scaltrezza, volta a sorprendere la contraria volontà del detentore ed a vanificare le difese che questi ha apprestato a tutela della res. Nella fattispecie si riteneva sussistente tale aggravante atteso che gli imputati, nel commettere i furti a loro ascritti, avevano utilizzato delle borse dotate di un sistema idoneo ad eludere i sistemi antifurto, tanto che la commessa, distratta volontariamente in modo da non poter sorvegliare i clienti, soltanto in base ad una verifica successiva si era resa conto della mancanza dei prodotti poiché le barriere antitaccheggio erano state sabotate dalle borse foderate di carta stagnola e cellophane.

Tribunale di Campobasso; sentenza del 6 settembre 2016, n. 625; Giudice Monocratico Dr.ssa R. D’Onofrio.

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PROCEDIMENTO CIVILE: la norma di cui all'art. 169 c.p.c.

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