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IL REATO DI MATRATTAMENTI IN FAMIGLIA. LINEA DI DEMARCAZIONE CON LA FATTISPECIE DEGLI ATTI PERSECUTORI

Maltrattamenti in famiglia – Atti persecutori – Caratteri e differenze delle due fattispecie criminose – Cessazione della convivenza e linea di demarcazione tra i due reati.

(C.p., artt. 572, 612-bis).

Nel delitto di maltrattamenti in famiglia le condotte sono poste in essere ai danni di un familiare ovvero di un convivente; tale fattispecie si differenzia da quella di stalking in quanto la condizione di coniuge separato o divorziato costituisce circostanza aggravante della fattispecie, potendo, la vittima del reato, essere anche una persona estranea all’ambito familiare. Ne consegue che si configura il delitto di maltrattamento relativamente alle condotte criminose tenute sino all’epoca della convivenza mentre, si configura il reato p. e p. dall’art. 612-bis c.p., relativamente alle condotte assunte dopo la fine del rapporto di convivenza, costituendo, tale circostanza, il criterio discriminante tra le due fattispecie delittuose.

Corte d’Appello di Palermo, sezione IV, sentenza del 7 luglio 2016, n. 3455, Pres., dott. M. Fontana.

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