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IL PROCESSO CIVILE TELEMATICO.
Il deposito di atti non contemplati nel Decreto Legge 24 giugno 2014 n.90.

Dal 31 dicembre 2014 vige l’ obbligo di deposito telematico, nei tribunali, degli atti relativi ai procedimenti  già pendenti alla data del 30 giugno 2014 e indicati dall’art. 16-bis, comma 4 D.L. n. 179/2012.

Dopo più di un anno ancora diversi sono i dubbi applicativi e sempre più numerose sono le ordinanze in corso di causa.

Tra le diverse , in questa sede si ricorda , l’ordinanza del Tribunale di Roma del 24 gennaio 2015 con la quale il Giudice investito della controversia si pronuncia circa l’ammissibilità  del deposito telematico di atti e provvedimenti non contemplati dal decreto autorizzatorio.

Detta ammissibilità deriverebbe dalla applicazione del principio generale contenuto nell’art. 121 c.p.c.  e , secondo il quale, gli atti del processo –  per cui la legge non richiede forme determinate –  possono essere compiuti nella forma più idonea al raggiungimento del loro scopo.

Nel caso specifico dell’atto introduttivo e della comparsa di costituzione in via telematica, non vi è alcuna norma che preveda la sanzione processuale di inammissibilità del deposito  in detta modalità, pertanto, spetta al Giudice, sulla base della normativa costituzionale, processuale e telematica, verificare l’idoneità del suddetto deposito al raggiungimento dello scopo cui è deputato.

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