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IL DANNO NON PATRIMONIALE. Collocazione del cd. “danno morale”

Danno – Morale – Lesioni – Permanenti – Criteri – Liquidazione – Equitativa – Incidenza – Abitudini – Esistenziali – Danneggiato.

(c.c. art. 2059).

In tema di danno non patrimoniale, il c.d. “danno morale” soggettivo, derivante dalla sofferenza soggettiva cagionata dalla invalidità, temporanea e definitiva, può essere riconosciuto anche se conseguente a lesioni di lieve entità. In sede di liquidazione, la determinazione della quota “morale” del complessivo danno biologico non può che essere equitativa e deve tener conto di natura, entità, incidenza funzionale dei pregiudizi fisici subiti, della intensità del dolore risentito e delle privazioni che sono state sopportate durante la fase acuta della malattia e della convalescenza, nonché di quelle che saranno prevedibilmente sopportate in futuro a causa della invalidità permanente, della età della vittima, della sua condizione fisica e delle sue abitudini esistenziali antecedenti al fatto dannoso.

Tribunale di Ferrara, sentenza del 14 settembre 2016, n. 813, Giudice, Dott. M. Cocca.

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