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IL DANNO DA COSE IN CUSTODIA

L’INFORTUNIO ALL’INTERNO DI UN  LOCALE COMMERCIALE.

E’ vero che il cliente ha sempre ragione?

La gestione di un esercizio commerciale sottopone il gestore medesimo alla disciplina dettata dall’articolo 2051 del codice civile.

Numerosa la giurisprudenza di legittimità e di merito che ha contribuito a cristallizzare la responsabilità del custode, di cui  alla norma in questione.

Responsabilità che  ha natura oggettiva e presuppone non la colpa del custode, ma la mera esistenza d’un nesso causale tra la cosa ed il danno.

Detto tipo di responsabilità è, pertanto,  esclusa solo dalla prova del caso fortuito, nel quale può rientrare, però, anche la condotta della stessa vittima. Il Giudice, ai fini della valutazione dell’apporto causale  della medesima deve tenere conto della natura della cosa e delle modalità che in concreto e normalmente ne caratterizzano la fruizione. (Cfr. ex plurimis Cass. civ., n. 4476/2011).

Interessante, una recente sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila, la n. 852/2015 del 24.06.2014, che ha espresso il principio secondo il quale il comportamento colposo del danneggiato può – secondo un ordine crescente di gravità – configurare un concorso di colpa, oppure addirittura giungere ad escludere del tutto la responsabilità del custode.

Nel provvedimento in questione si richiama un principio  sancito in sede di legittimità dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 23919/2013, secondo il quale – testualmente – “….il custode di un bene destinato al pubblico uso risponde ai sensi dell’art. 2051 c.c. dei sinistri riconducibili a situazioni di pericolo connesse alla struttura o alle pertinenze del bene stesso, “salvo che si accerti la concreta possibilità per l’utente danneggiato di percepire o prevedere con l’ordinaria diligenza la situazione di pericolo …  con una valutazione che tenga conto che quanto più il pericolo è suscettibile di essere previsto e superato attraverso l’adozione di normali cautele da parte del danneggiato, tanto più il comportamento della vittima incide nel dinamismo causale del danno, sino ad interrompere il nesso eziologico tra la condotta attribuibile al custode e l’evento dannoso ..”.

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