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IL DANNO ALL’IMMAGINE

La fattispecie della persona giuridica.

Innanzitutto, utile è ricordare la differenza tra il danno risarcibile ai sensi dell’art. 2043 c.c. e quello di cui all’art. 2059 c.c..

  • Il primo ( art. 2043 c.c.) corrisponde al danno patrimoniale esclusivamente concretatosi in una conseguenza del fatto illecito economico;
  • il secondo ricomprende sia il danno morale in senso soggettivo sia i danni patrimoniali non in senso economico.

La Suprema Corte, pur sottolineando che in tali disposizioni si fa riferimento alla persona fisica, non esclude che sia   risarcibile il danno non patrimoniale –  inteso in senso diverso dal danno morale soggettivo e da quello biologico –  anche in favore delle persone giuridiche .

Seguendo, dunque,  l’orientamento della Corte di Cassazione ( in particolare Sezione III Civile, sentenza n. 12929, del 4 giugno 2007) , numerose sono, poi, state le sentenze di merito che si sono pronunciate in tal senso.

Tra le tante, in questa sede, si richiama il provvedimento del  Tribunale di Cassino con la sentenza n. 319, del 25 marzo 2014.

Il Tribunale meneghino ha chiarito che l’immagine di un’impresa –  che si esprime anche nella considerazione che di questa hanno i consociati o singole platee a cui la società specificamente si rivolge – può , quindi, essere danneggiata anche a causa dell’utilizzo, a mezzo stampa, di qualsivoglia espressione che sia frutto di un’aggressione gratuita e distruttiva.

Detta “ aggressione” può essere, quindi, fonte  di un danno non patrimoniale risarcibile per lesione dell’immagine commerciale.

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