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IL CONTRATTO DI SUBLOCAZIONE. La natura autonoma.

Sublocazione – Autonoma causa – Contratto derivato – Recesso del conduttore dalla locazione principale – Giusti motivi – Caducazione della sublocazione – Assenza di colpa verso il subconduttore.

(c.c. art. 1594; L. 27.07.1978, n. 392, art. 36).

Il contratto di sublocazione, pur costituendo un caso di collegamento negoziale volto ad un unico regolamento di reciproci interessi tra due contratti, legislativamente fissato e comportante dipendenza unilaterale del contratto derivato da quello fondamentale, conserva la propria causa. Ne deriva che, da un lato, il contratto derivato, ovvero la sublocazione, viene meno al venir meno del contratto presupposto e, dall’altro lato, l’autonomia dei contratti di locazione e sublocazione va riferita esclusivamente ai rapporti interni tra le rispettive parti. Se il conduttore, dunque, decide di rinunciare alla proroga e receda per giusti motivi, si risolve anche il contratto di sublocazione, soggetto a sua volta a proroga legale, senza che il conduttore incorra in responsabilità nei confronti del subconduttore, essendosi limitato ad esercitare una facoltà legittima, salvo che la rinuncia non sia effetto di dolo o collusione tra locatore e conduttore (principi ribaditi nella fattispecie ove, date le motivazioni del recesso dal contratto di locazione principale della convenuta, si escludeva qualsiasi colpa in capo alla stessa, sì da non rinvenirsi un obbligo risarcitorio per la conseguente risoluzione anticipata del contratto di sublocazione).

Tribunale di Firenze, sezione II; sentenza del 18 luglio 2016, n. 2679; Giudice Onorario Dr.ssa M. Picone.

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