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IL CONTRATTO DI APPALTO. L’interposizione illecita di manodopera

Interposizione illecita di manodopera – Appalto lecito – Discrimine – Assunzione del rischio di impresa da parte dell’appaltatore – Organizzazione mezzi necessari.

D.Lgs. 10.09.2003, n. 276, art. 1

Il discrimine tra interposizione illecita ed appalto lecito è costituito, da una parte, dall’assunzione da parte del medesimo appaltatore del rischio d’impresa, e, dall’altra, dalla organizzazione dei mezzi necessari da parte dell’appaltatore. L’interposizione illecita di manodopera si configura, dunque, tutte le volte in cui l’appaltatore metta a disposizione del committente una prestazione lavorativa rimanendo in capo all’appaltatore-datore di lavoro i soli compiti di gestione amministrativa del rapporto (quali retribuzione, pianificazione delle ferie, assicurazione della continuità della prestazione), ma senza che da parte sua ci sia una reale organizzazione della prestazione stessa, finalizzata ad un risultato produttivo autonomo. (Gli elementi emersi dall’istruttoria consentono nella specie di affermare la sussistenza di una interposizione illecita di manodopera, come dedotta da parte ricorrente, con conseguente dichiarazione di costituzione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato).

Tribunale Lavoro Firenze 399-2016

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