Il commento

Il comportamento contra ius del terzo pignorato

La condotta del terzo pignorato che dopo aver reso una dichiarazione negativa ex art. 547 c.p.c., idonea ad escludere la esistenza di somme intestate al debitore esecutato e a determinare la mancata iscrizione a ruolo della causa da parte del creditore, dichiari, dopo all’udienza fissata per la sua comparizione, la esistenza di somme facenti capo al debitore esecutato, provvedendo a vincolarle, successivamente svincolandole e consegnandole al debitore, a seguito della produzione, da parte di questi, della certificazione della Cancelleria delle esecuzioni, attestante la estinzione della procedura, assume rilievo ai sensi dell’art. 2043 c.c.. Nella fattispecie decritta, il comportamento contra ius del terzo pignorato è integrato non dallo svincolo e dalla contestuale consegna delle somme al debitore, ma dalla iniziale dichiarazione di inesistenza di somme facenti capo al debitore esecutato, così ingenerando, nel creditore, la convinzione della inutilità della iscrizione a ruolo e la conseguente estinzione del giudizio, all’esito dell’udienza fissata per la comparizione del terzo. Tale comportamento, oltre ad avere una efficienza causale nella produzione del danno in capo al creditore, poiché in assenza della stessa questi avrebbe provveduto ad iscrivere la causa a ruolo e, dunque, a recuperare le somme vincolate, è anche rimproverabile e censurabile in quanto sintomatica di negligenza ed imperizia, poiché alla stregua dell’agente modello di riferimento, un soggetto mediamente diligente avrebbe controllato con maggiore rigore ed attenzione e fornito una dichiarazione esatta, da necessariamente rendere in tempo utile all’udienza fissata per la sua comparizione. L’accertata responsabilità del terzo pignorato consente, nella descritta ipotesi, di ritenere, altresì, fondata la pretesa avanzata dal creditore ai sensi dell’art. 1223 c.c., con liquidazione di un danno-conseguenza in suo favore pari all’ammontare del credito vantato nei confronti del debitore esecutato e non recuperato a causa della descritta condotta colposa del terzo pignorato.

 

Massima redazionale a cura dell’Avv. Loredana D’Itri

sentenza n. 117-2015

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