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Giustizia Tributaria, Moscato: “situazione insostenibile”

Una situazione insostenibile, uno stato precomatoso”: parole di denuncia nella relazione del presidente della Commissione Tributaria regionale per il Molise, Francesco Saverio Moscato, in occasione dell’ apertura dell’anno giudiziario Tributario 2015, al Mario Pagano di Campobasso.

Non è assolutamente possibile – ha sottolineato il presidente Moscato – continuare ad amministrare la giustizia nelle condizioni di attuale precarietà e approssimazione in cui versa la Commissione”. Sul finire degli anni novanta erano presenti 4 sezioni. In ciascuna operavano 2 collegi che potevano avvalersi, complessivamente, di oltre 30 magistrati. Una condizione che in un paio di anni azzerò il fardello di magliaia di pratiche pendenti, ereditato da vecchie Commissioni di II grado. Nel tempo, poi, senza alcun beneficio economico per magistrati e personale amministrativo, il lavoro è aumentato con lo smistamento alle sedi locali dei fascicoli della Commissione Tributaria Centrale. Nonostante questo, negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo svuotamento di uomini e mezzi, con una delle 4 sezioni non operativa, praticamente congelata. Inoltre, le rimanenti sono sorrette da un unico presidente. Una situazione dunque insostenibile in un contesto attuale che oltre alla carenza di personale registra un tecnicismo della materia tributaria piuttosto complesso. Servono infatti costanti aggiornamenti e conoscenze analitiche e nel contempo sempre più vaste. Si può contare sui giudici onorari, su magistrati che hanno contemporaneamente altri impegni, ma una figura tributaria professionale a tempo pieno assicurerebbe uno standard di dedizione e preparazione pari a quello di altre magistrature. Proprio il settore tributario, da anni, non è alimentato da forze giovani. L’età media dei giudici si avvicina ormai ai 66 anni. “Occorre pertanto – ha ribadito Moscato – una riforma organica bandendo nuovi concorsi. Si potrebbe poi istituire il giudice monocratico, almeno per il primo grado di giudizio e per le controversie di valore economico inferiore ad una certa soglia, rendendo più razionale la distribuzione delle sedi giudiziarie nell’intero territorio nazionale. Ed ancora, il sistema fiscale dovrebbe essere improntato a criteri di chiarezza, semplicità, conoscibilità ed efficacia”. Tante altre le criticità. Ferma sempre la condanna per il diffuso fenomeno dell’evasione fiscale. Le imposte dovrebbero essere poche e semplici da comprendere e calcolare. Invece, in Italia, basta ricordare come nell’arco di un solo anno siano state modificate imposte locali come Ici, Imu, Tarsu, Tares, Tari, Iuc, Tasi con conseguenti difficoltà per i cittadini ai quali non è dato sapere subito come, quanto e quando adempiere.

Di contro, novità di rilievo è l’istituto della mediazione e reclamo i cui obiettivi sono quelli di proporre misure equilibrate di composizione della vertenza e di ridurre le cause pendenti ad un livello compatibile con le attuali possibilità di smaltimento delle cause da parte dei giudici tributari. Grande efficienza, poi, dei funzionari addetti alle segreterie delle Commissioni Tributarie. Salutare anche l’accelerazione impressa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze all’attuazione del processo tributario telematico e l’ufficio del Massimario previsto in ciascuna Commissione Tributaria regionale.

In definitiva – ha concluso il presidente – il processo tributario deve acquisire la stessa dignità processala di quelli civile, penale ed amministrativo. Questo porterebbe il Paese ad un livello europeo accettabile ridando fiducia ai cittadini che tali devono sentirsi, non sudditi sottoposti ad un fisco che appare ai loro occhi debole con i forti e forte con i deboli”

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