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Giustizia lenta e carenza di personale, Di Giacomo: “servono riforme vere”

L’intervento del presidente dell’Associazione nazionale magistrati Molise

 

Avvicinare i cittadini a quella che è la gestione ordinaria della giustizia con i suoi punti di forza e le sue criticità, evidenziando che i tribunali e tutti gli uffici lavorano tanto perché tanto c’è da fare. Un impegno costante, quello dei magistrati e del personale amministrativo, che però si scontra con la carenza di risorse all’interno degli stessi uffici. Basti pensare che i concorsi per le figure amministrative sono fermi al 1999 e che, anche se i tribunali della regione sono a pieno organico, molti giudici, soprattutto ad Isernia e Larino, sono di prima nomina e quindi non possono svolgere tutte le funzioni. Emerge così il problema di una giustizia lenta, legata principalmente a mancate riforme o riforme fatte male. Tutti aspetti, questi, sottolineati da Vincenzo Di Giacomo, presidente dell’Associazione nazionale magistrati in Molise, durante la Giornata della giustizia celebrata, come nel resto del Paese, pure a Campobasso.

Nel tribunale di viale Elena un incontro con la stampa per fare il punto della situazione.

Di Giacomo, con i colleghi D’Angelo e Calabria ha con forza rimarcato che “servono riforme radicali perché la giustizia possa essere resa nel più breve tempo possibile. Questa la priorità in Italia. Troppo spesso, strumentalmente, si accolla ai magistrati la responsabilità delle ‘lungaggini’. Certo – ha continuato Di Giacomo – anche tra loro c’è qualcuno che lavora poco e male, in ogni categoria capita, ma la stragrande maggioranza di essi si impegna tanto e bene seppur, in molti, credono, erroneamente, che gli stessi godano di ferie lunghissime. Quindi ogni tentativo di colpire la magistratura, anziché riformare la giustizia (quest’ultimo compito del Governo) rischia di risolversi nel danno del principio di uguaglianza di tutti i cittadini dinanzi la legge”. Intanto l’Italia risulta essere tra i paesi più litigiosi in Europa, piazzandosi sul podio sia per i numerosi processi in ambito civile che penale. Aspetto legato, in parte, al gran numero di avvocati presenti i tutta la penisola, oltre che alla difficoltà di smaltire i procedimenti appunto per carenza di giudici. Più in generale una condizione che penalizza il territorio anche sotto il profilo economico, ostacolando troppo spesso investimenti da parte di imprenditori magari esteri. Ecco dunque che, ad esempio, si potrebbero aumentare le competenze dei giudici onorari in mancanza di quelli togati necessari.

Sul tavolo, oltre le criticità, anche le eccellenze quali il processo telematico ed il braccialetto elettronico. Fiori all’occhiello del Molise, esempi per altri uffici giudiziari d’Italia. Buone pratiche per agevolare il lavoro e per, nel caso del braccialetto elettronico, assicurare maggiori garanzie all’indagato, oltre che liberare più forze dell’ordine prima vincolate a costanti controlli. Infine la questione ‘riforma della geografia giudiziaria’. “Noi, come Asm – ha concluso Di Giacomo – ci siamo impegnati a fondo per scongiurare l’ipotesi di accorpamenti e cancellazioni in Molise e grazie anche al nostro contributo e dei distretti di altre regioni, presso il Ministero competente e le diverse sedi istituzionali, attualmente tutto è sospeso”.

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