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GIUDIZIO CIVILE: IL RITARDO DEL CTU NEL DEPOSITO DELLA PERIZIA

La recente sentenza della Cassazione con la quale è stato sancito il principio secondo il quale il giudice deve operare la riduzione dei compensi del Consulente d’ufficio per effetto del ritardo accumulato nel deposito della perizia si pone in continuità con i precedenti indirizzi giurisprudenziali in materia (cfr. ex plurimis Cass. n. 20235/2009).

Il caso.

Davanti alla Suprema Corte il ricorrente ( nel caso di specie una S.r.l.) lamenta, in particolare, la violazione dell’art. 52, co. 1 e 2, del D.P.R. n. 115 del 2002, , per avere il  Tribunale raddoppiato l’importo calcolato a percentuale, applicando l’aumento massimo previsto, senza motivare sul pregio dell’opera, e senza applicare la riduzione del quarto degli onorari, in considerazione del ritardo con il quale la relazione è stata depositata.

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La Suprema Corte accoglie integralmente il motivo di ricorso. Prendendo atto del ritardo del deposito , e quindi, di ultimazione della Consulenza affidata, riduce gli onorari percentuali di un quarto ai sensi della predetta normativa così come riformata dalla L. 18 giugno 2009, n. 69.

La norma in questione, difatti, stabilisce che, se la prestazione non è completata nel termine originariamente stabilito o entro quello prorogato per fatti sopravvenuti e non imputabili all’ausiliario del magistrato, per gli onorari a tempo non si tiene conto del periodo successivo alla scadenza del termine e gli altri onorari sono ridotti di un terzo ( a seguito della modifica ex L. n. 69/2009 – oggi – di un quarto).

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