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FURTO. LA FATTISPECIE DELLA CONNIVENZA.

Connivenza non punibile – Comportamento meramente passivo dell’agente – Comportamento meramente passivo – Contributo partecipativo, morale o materiale, all’altrui condotta criminosa – Punibilità.

c.p. artt. 110, 624

La connivenza non punibile postula che l’agente mantenga un comportamento meramente passivo, non idoneo, in quanto tale, ad apportare alcun contributo alla realizzazione del reato. Il concorso di persona nel reato, invece, presuppone un contributo partecipativo, morale o materiale, alla condotta criminosa altrui, caratterizzato, sotto il profilo psicologico, dalla coscienza e volontà di arrecare un contributo concorsuale alla realizzazione dell’evento illecito assicurando all’altro concorrente, anche implicitamente, una collaborazione sulla quale questi può contare. Di talché il concorso ex art. 110 c.p. esige un contributo causale in termini, sia pur minimi, di facilitazione della condotta delittuosa, mentre la semplice conoscenza o anche l’adesione morale, l’assistenza inerte e senza iniziative a tale condotta, non realizzano la fattispecie concorsuale. Nella fattispecie in esame, può ritenersi provato, oltre ogni ragionevole dubbio, che la prevenuta, lungi dal mantenere un comportamento meramente passivo, inidoneo ad apportare alcun contributo alla realizzazione del reato, ha operato la sottrazione o comunque concorso a farla, assicurando ad un eventuale concorrente l’ingiusto profitto, costituito dalla sottrazione della res.

Tribunale Penale Bari 1347-2016

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