Il commento

Furto consumato e non solo tentato

(C.p., art. 624) – Si configura il delitto di furto consumato e non solo tentato, nel caso in cui il soggetto agente si impossessi della cosa sottraendola alla persona offesa, solo per un brevissimo tempo e senza mai lasciare il luogo in cui sia avvenuta la sottrazione. Il reato si considera consumato anche nel caso in cui, immediatamente dopo l’impossessamento, la persona offesa o terze persone siano tempestivamente intervenute per recuperare la refurtiva. Si configura invece, il delitto tentato, allorquando la sottrazione avvenga sotto il costante controllo della vittima o di terzi i quali, intervenendo tempestivamente a difesa della cosa, riescono ad impedire il definitivo impossessamento del bene che presuppone il conseguimento, da parte dell’agente, della sognoria sulla cosa, intesa come piena, autonoma ed effettiva disponibilità della refurtiva. Così, costituisce furto solo tentato la sottrazione della merce all’interno di un supermercato, allorquando avvenga sotto il controllo costante del personale di vigilanza e ciò anche quando l’autore del reato venga fermato dopo il superamento delle casse.

Corte di Appello di Napoli, sezione III, sentenza del 15 gennaio 2015, n. 165, Pres., dott.sa G. Grasso

 

sentenza n.165-2015

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