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Finto sinistro, alla luce l’autocalunnia e il dolo generico

Sent. n. 683/2019 – Tribunale di Nocera Inferiore

 

 

Un falso sinistro stradale per truffare la compagnia assicuratrice. Una delle imputate aveva affermato di aver cagionato l’incidente, l’altra di aver subito lesioni a seguito dello stesso.

Per entrambe raggiunto l’accordo di 8 mesi di reclusione, dopo la concessione delle circostanze attenuanti generiche. Richiesta subordinata al riconoscimento del beneficio della sospensione condizionale.

Il Pubblico Ministero ha espresso il proprio consenso ed il Giudice, preso atto dell’intervenuto accordo, ha disposto l’acquisizione degli atti contenuti nel fascicolo d’accusa.

Secondo la ricostruzione dei fatti la proprietaria dall’auto ha venduto il mezzo a terzo il giorno successivo al sinistro. L’acquirente non ha però rilevato alcun danno alla carrozzeria, se non un piccolo graffio al paraurti.

Nessun danno neanche alla bicicletta riconducibile alla dinamica dello scontro e di proprietà dell’altra imputata.

Alla luce elementi costitutivi del delitto di autocalunnia.

L’autocalunnia è reato di pericolo e si configura ogni volta che l’accusa falsa abbia idoneità potenziale a determinare l’avvio di indagini senza che a tali ultimi fini abbia rilevanza alcuna il mancato inizio delle indagini stesse. Risulta poi integrato il dolo generico.

 

 

La sentenza in esame può essere richiesta per mezzo di Lexgenda alla voce ‘Richiedi una sentenza’

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