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ESECUZIONE CIVILE: la certezza del diritto risultante dal titolo esecutivo

Titolo esecutivo – Natura giudiziale e stragiudiziale – Requisito essenziale – Certezza del diritto risultante dal titolo stesso – Difetto – Ipotesi – Apertura di credito.

(C.p.c. artt. 474, 615).

La certezza del diritto risultante dal titolo esecutivo, giudiziale e stragiudiziale di cui art. 474 c.p.c., costituisce requisito essenziale del titolo stesso, da intendersi nel senso che la situazione giuridica accertata in favore di un soggetto deve emergere esattamente e compiutamente, nel suo contenuto e nei suoi limiti, dal relativo provvedimento giurisdizionale o atto negoziale, di guisa che ne risulti determinato e delimitato anche il contenuto del titolo. In difetto di tale intrinseco requisito, il titolo esecutivo non può essere riconosciuto come tale, né può attingere aliunde siffatta certezza. I requisiti suddetti difettano in relazione al titolo fatto valere dall’istituto di credito qualora costituito da un contratto di finanziamento, nel quale la somma viene riversata in un conto corrente intestato al cliente, in quanto trattasi di un’apertura di credito e non già di un mutuo con deposito irregolare, mancando la traditio al momento della stipulazione (come nella specie). Il contratto di apertura di credito, invero, ancorché stipulato con rogito notarile notificato in forma esecutiva, non costituisce titolo esecutivo perché il debito nasce non con la messa a disposizione della somma, bensì con la effettiva utilizzazione della stessa da parte del debitore.

Tribunale di Potenza; sentenza del 21 giugno 2016, n. 868; Giudice Unico Dr.ssa L. Gesummaria.

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