Il commento

Difetto di paternità e pagamento dell’indebito

Si configura l’indebito oggettivo allorché manchi un’originaria causa giustificativa di un pagamento o quando, in dipendenza di qualsiasi ragione, in un momento successivo al pagamento, sia venuta meno la causa debendi. Premesso ciò, qualora venga accertato in via definitiva il difetto di paternità, sussiste il diritto di ripetere tutto quanto è stato pagato dal soggetto che si riteneva tenuto al mantenimento di colui che credeva essere suo figlio e non già solo le somme versate dopo il passaggio in giudicato della sentenza che ha rimosso la presunzione legale di paternità. All’uopo, infatti, si rileva come, in siffatta ipotesi, l’orientamento consolidato in materia di irripetibilità delle somme versate in caso di revoca dell’assegno di mantenimento è inapplicabile, atteso che, la predetta regola, enunciata a corollario dell’inadempimento del dovere del genitore di mantenimento della prole, presuppone che il soggetto beneficiario dello stesso, minorenne ovvero maggiorenne non autosufficiente, rivesta lo status di figlio di entrambe le parti in contesa nel giudizio di separazione. Tanto ciò è vero che la Suprema Corte ha ribadito che detta irripetibilità si giustifica in ragione della natura solidaristica ed assistenziale dell’assegno di mantenimento, destinato ad assicurare i mezzi adeguati al sostentamento del beneficiario. Ne deriva che presupposto indefettibile per la sua applicabilità è che il figlio sia componente della famiglia all’interno della quale viene in rilievo ed opera il dovere posto dall’art. 147 c.c. del genitore nei confronti della prole. L’insussistenza di tale condizione rende, dunque, possibile l’azione restitutoria. Tale azione, avente carattere personale, deve esperirsi solo tra il solvens ed il destinatario del pagamento e, pertanto, nel caso in cui sia stato accertato il difetto di paternità, essa potrà essere esperita nei confronti dell’ex coniuge, quale destinataria dei pagamenti eseguiti a titolo di concorso al mantenimento del minore poi risultato non essere figlio del soggetto agente in giudizio.

sentenza n. 209-2015

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