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Deficienza strutturale dell’immobile, locatore destinato a ripristinare l’equilibrio contrattuale o sciogliere il contratto

Sentenza n. 18397/2018 – Tribunale Ordinario di Roma, Sezione 6^ Civile

 

 

Società ha adito il Tribunale onde sentir condannare parte locatrice all’adozione di ogni intervento atto a garantire il buono stato manutentivo della cosa locata, concretizzandosi nel ripristino della funzionalità e dell’efficienza del sistema di ventilazione forzata o nella sua sostituzione e, alla ristrutturazione sia del locale … seminterrato … e sia della sala vendite, con conseguente riduzione del canone di locazione sino al ripristino dello status quo ante. E per l’effetto condannare la controparte al pagamento di una determinata somma, compreso il risarcimento del danno per mancato utilizzo del locale nel tempo occorrente ai lavori e per il danno all’immagine commerciale dell’esponente

Di contro, i resistenti, nel costituirsi, hanno chiesto il rigetto dell’avversa domanda, segnalando che “la responsabilità della situazione di inagibilità dei locali è da attribuirsi in prima istanza… alla mancata realizzazione dei lavori di ristrutturazione a regola d’arte da parte del conduttore, in seconda istanza alla rottura della fognatura condominiale e dunque al condominio, in terza istanza al comportamento della società conduttrice che ha omesso di utilizzare in modo continuativo l’impianto di ricambio dell’aria forzosa ed infine, al comportamento della società che non consentendo ai proprietari di accedere ai locali ha determinato un crescente peggioramento dello stato dei luoghi, provocando ulteriori danni all’immobile”. I resistenti hanno svolto altresì domanda riconvenzionale, per la condanna di controparte al risarcimento dei danni causati dalla mancata realizzazione a regola d’arte dei lavori di ristrutturazione.

Tra i vari punti, all’esame una deficienza strutturale dell’immobile. Vizi che non impongono al locatore l’esecuzione di una qualche prestazione, ma lo assoggettano a rimedi destinati, se possibile, a ripristinare l’equilibrio contrattuale o, altrimenti, a sciogliere il contratto.

Il Tribunale ha rigettato la domanda della Società, dichiarato inammissibile la domanda riconvenzionale e condannato la Società a rifondere ai resistenti le spese di lite

 

 

La sentenza in esame può essere richiesta per mezzo di Lexgenda alla voce ‘Richiedi una sentenza’

 

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