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Decesso al pronto soccorso, risarcimento ai parenti del defunto

Sentenza n. 1556/2019 – Tribunale di Catanzaro

 

Dopo il decesso del proprio familiare hanno richiesto un risarcimento dei danni, superiore ai 500mila euro, all’Azienda ospedaliera.

A seguito di chiamata al 118, in mattinata, l’uomo era stato trasferito con ambulanza in ospedale con codice giallo. Giunto al Pronto Soccorso gli era stato assegnato il codice verde. Nel pomeriggio, però, senza alcuna visita clinica precedente, la morte del paziente.

Per i parenti, ricorsi in giudizio, la piena responsabilità del personale medico e paramedico del Pronto Soccorso per aver sottovalutato i sintomi dell’aneurisma assegnandogli un codice verde ed inibendo, pertanto, l’iter terapeutico e diagnostico, senza peraltro effettuare alcun controllo all’arrivo in ospedale.

Per il nosocomio, invece, alcuna responsabilità e la negazione di ogni addebito.

La domanda attorea è stata accolta. La gestione del caso da parte del personale del Pronto Soccorso è stata ritenuta “inadeguata” dal consulente tecnico, in quanto il ritardo nel percorso diagnostico non ha permesso una terapia adeguata e tempestiva. Allo stesso tempo non è stato possibile affermare con certezza che un tempestivo ed adeguato intervento chirurgico avrebbe evitato l’evento morte. In ogni caso il paziente è stato privato di apprezzabili chances di sopravvivenza.

Il Tribunale ha accolto la domanda attorea condannando l’Azienda a pagare il danno non patrimoniale, unitariamente considerato, derivante dalla perdita del congiunto che ha determinato, oltre ad una notevole sofferenza morale, la lesione del vincolo familiare, costituente valore costituzionalmente tutelato dagli artt. 2 e 30 Costituzione.

Considerato, inoltre, che se si fosse praticato l’atto operatorio, questo sarebbe stato gravato da tutte le complicanze descritte nella relazione peritale con una percentuale di mortalità di circa il 50%, trattandosi di intervento in fase di urgenza. Pertanto la perdita di chance assume rilevanze minima. Disposto il risarcimento di 8mila euro in favore della consorte del defunto e di 5mila euro ciascuno ai figli dello stesso.

 

 

La sentenza in esame può essere richiesta per mezzo di Lexgenda alla voce ‘Richiedi una sentenza’

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