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DEBITO DEL CONTRIBUENTE. Riscossione.

Iscrizione ipotecaria                      

D.P.R. 29.09.1973, N. 602

 Corte D’Appello di Roma n. 440/2016

 

Dal provvedimento in esame si ricava un importante principio in materia di debito del contribuente  e possibilità o meno per l’Agente della Riscossione di iscrivere ipoteca.

Quali i limiti?

La Corte di Cassazione a SS UU , con una sentenza del  2010, n. 4077 ha sancito il principio in base al quale “…l’ipoteca ex art. 77  D.P.R.  n. 602  del 1973, non può essere iscritta se il debito del contribuente non supera Euro 8.000..”.

Detto principio viene ricavato dalla Suprema Corte argomentando dal contenuto dell’art. 76 del medesimo D.P.R.  quale modificato dall’art. 3  del d.l. n. 203 del 2005 , convertito nella legge  n. 248 del 2005.

Detto principio è stato condiviso, altresì, da successiva pronuncia della Cassazione  n. 5771/2012 la quale ha aggiunto  che il disposto normativo su richiamato non può indurre a ritenere che per il passato fossero inesistenti limiti di valore  entro cui iscrivere ipoteca.

Alla luce della suddetta giurisprudenza esaminata nel provvedimento de quo e, considerato che non esiste in materia un orientamento “granitico” della Suprema Corte che consenta di iscrivere ipoteca per importi inferiori a quello su specificato, “…non può … ritenersi esente da colpa l’iscrizione di ipoteca per un credito in ogni caso inferiore ad Euro 8.000”.

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