Il commentoNews

CONTROVERSIE IN MATERIA DI DANNO DA COSE IN CUSTODIA.
La ripartizione dell’onere probatorio.

Responsabilità ex art. 2051 c.c. – Natura oggettiva – Presupposto – Danneggiato – Prova del nesso causale tra res in custodia e danno – Custode – Prova del caso fortuito.

(c.c. art. 2051).

La responsabilità per danni cagionati da cose in custodia ha natura oggettiva, in quanto presuppone una relazione di fatto tra un soggetto e la res stessa, tale da consentire il potere di controllarla, di eliminare le situazioni di pericolo che siano insorte e di escludere i terzi dal contatto con la res. Il danneggiato deve provare il nesso causale tra cosa in custodia e danno, ossia deve dimostrare che l’evento si è prodotto come conseguenza normale della particolare condizione, potenzialmente lesiva, posseduta dalla cosa, restando, invece a carico del custode la prova contraria alla presunzione iuris tantum della sua responsabilità, mediante la dimostrazione positiva del caso fortuito, consistente in un fatto estraneo alla sua sfera di custodia, avente impulso causale autonomo e carattere di imprevedibilità e di assoluta eccezionalità. (Nella fattispecie veniva accertata la responsabilità del Comune convenuto ai sensi dell’art. 2051 c.c. per l’inadeguata realizzazione delle opere di smaltimento delle acque piovane nell’area interessata e che aveva reso possibile gli allagamenti di cui si lamentava parte attrice, tenuto conto che il Comune non aveva offerto la prova del caso fortuito tale da interrompere il nesso causale tra il lamentato danno e la tracimazione dell’acqua dalla rete fognaria non dovuta a piogge di eccezionale entità).

Tribunale di Firenze, sezione II; sentenza del 18 luglio 2016, n. 2693; Giudice Onorario Dr.ssa M. Picone.

Richiedi la sentenza

Articolo Precedente

IL CONTRATTO DI SUBLOCAZIONE. La natura autonoma.

Articolo Successivo

IL LICENZIAMENTO E L’IMPUGNAZIONE.
Preventiva contestazione dell’addebito.