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CONTRATTO PRELIMINARE DI COMPREVENDITA. Inadempimento e valutazione da parte del Giudice

Contratto – Termine non essenziale – Inosservanza – Risoluzione ex art. 1453 c.c. – Recesso ex art. 1385 c.c. – Inadempimento di non scarsa importanza – Valutazione da parte del giudice.

(C.c. artt. 1457, 1453, 1385, 1455).

L’inosservanza di un termine non essenziale previsto dalle parti per l’esecuzione di un’obbligazione, pur impedendo, in mancanza di una diffida ad adempiere, la risoluzione di diritto ex art. 1457 c.c., non esclude la risolubilità del contratto, ex art. 1453 c.c., laddove essa si traduca in un inadempimento di non scarsa importanza, ossia se il ritardo superi ogni ragionevole limite di tolleranza. Altresì, si rileva che, ai fini della legittimità del recesso ex art. 1385 c.c., come della risoluzione, non è sufficiente l’inadempimento, occorrendo anche la verifica circa la non scarsa importanza dello stesso ai sensi dell’art. 1455 c.c.. Ed infatti, il giudice deve considerare l’effettiva incidenza dell’inadempimento sul sinallagma contrattuale e verificare se, in considerazione della mancata o ritardata esecuzione della prestazione, sia da escludere per la controparte l’utilità del contratto alla stregua dell’economia complessiva dello stesso. (Nella fattispecie l’effettuazione da parte della società convenuta dei soli lavori di scavo, nonostante fossero decorsi oltre cinque anni dalla scadenza del termine pattuito per la consegna dell’immobile, costituiva un grave inadempimento, reso definitivo dal venir meno dell’interesse negoziale del promissario acquirente, sì da rendere legittimo l’esercizio del diritto di recesso da parte di quest’ultimo, con conseguente accoglimento delle domande attoree).

Tribunale di Taranto, sezione I; sentenza del 8 agosto 2016, n. 2492; Giudice Unico Dr. I. Federici.

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