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CONTRATTI BANCARI.
L’inclusione delle c.m.s. nel calcolo dell’usura

Commissione di massimo scoperto – Remunerazione accordata alla banca – Irrilevanza dell’effettivo prelevamento della somma – Usura – Necessità di considerare anche la c.m.s. – Ratio.

c.p. art. 644; c.c. art. 1815

La commissione di massimo scoperto rappresenta una remunerazione accordata alla banca per la messa a disposizione dei fondi a favore del correntista, a prescindere dall’effettivo prelevamento della somma. Ai fini dell’individuazione dell’usura, occorre considerare tutti gli oneri che un utente sopporti in connessione con il suo uso del credito. Tra essi rientra certamente la commissione di massimo scoperto, trattandosi di un costo indiscutibilmente legato all’erogazione del credito, giacché ricorre tutte le volte in cui il cliente utilizza concretamente lo scoperto di conto corrente, fungendo da corrispettivo per l’onere, cui l’intermediario finanziario si sottopone, di procurarsi la necessaria provvista di liquidità e tenerla a disposizione del cliente.

Tribunale Civile Vicenza 151-2016

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