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Concessione di vendita: attore condannato

Sent. n. 176/2019 – Tribunale Ordinario di Trieste

 

 

 

 

Dal 2005 al 2014 aveva esercitato l’esclusiva attività di dealer-rivenditore selezionato del concessionario di un noto marchio, vendendo e immatricolando 587 motocicli ed effettuando tagliandi su 589 motocicli, sulla base di un contratto quadro che prevedeva un numero minimo di ordini annuali di ricambi, accessori e motocicli, con prezzo scontato concordato, e riconoscimento di provvigioni. In particolare, in seguito ad una intesa verbale, l’attore aveva proseguito il rapporto contrattuale con un’altra azienda sottoscrivendo relativi ulteriori contratti di compravendita con i propri clienti. La stessa azienda, però, aveva consegnato solo parte dei motocicli, maturando anche sensibili ritardi, inducendo dei clienti a recedere dai contratti e a richiedere la restituzione delle caparre già versate, fino a giungere alla cessazione definitiva dell’attovotà di rivenditore ufficiale del noto marchio. Conseguente la perdita dell’avviamento commerciale e il danno all’immagine per 59mila euro.

L’attore ha pertanto evocato in giudizio l’impresa per sentirne accertare la responsabilità contrattuale e/o extracontrattuale.

Si sono quindi costituiti i convenuti, i quali hanno contestato la fondatezza delle domande attoree, chiedendo il rigetto e formulando domanda di risarcimento del danno per lite temeraria ex art. 96 c.p.c..

Il Tribunale di Trieste, definitivamente pronunciando, ha rigettato le domande proposte dall’attore, condannandolo alla rifusione in favore dei convenuti delle spese di lite.

 

 

 

La sentenza in esame può essere richiesta per mezzo di Lexgenda alla voce ‘Richiedi una sentenza’

 

 

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