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Circolazione stradale. Investimento di pedone.

Quali i presupposti per l’esclusione di responsabilità del conducente?

In generale, il conducente del veicolo deve continuamente ispezionare la strada che sta per impegnare, mantenendo un costante controllo del veicolo in rapporto alle condizioni della strada stessa e del traffico.

Il medesimo,  deve prestare attenzione tale da prevedere tutte quelle situazioni che la comune esperienza comprende, in modo da non costituire intralcio o pericolo per gli altri utenti della strada.

Secondo un orientamento giurisprudenziale, il semplice avvistamento del pedone implica la percezione di una situazione di pericolo, in presenza della quale il conducente è tenuto a porre in essere una serie di accorgimenti ( come moderare la velocità o, se occorre, arrestare il veicolo).

Cosicché, “ … Il conducente del veicolo, oltre a dover rispettare le norme generiche di prudenza ed ex art. 140 CdS ha altresì l’obbligo di prevedere le eventuali imprudenze e trasgressioni degli altri utenti della strada e di cercare di prepararsi a superarle senza danno altrui….” ( Rif. Cass. IV Sez. Penale n. 33207).

Quindi, quando per il conducente sarebbe  esclusa la responsabilità in casi del genere?

Secondo lo stesso orientamento giurisprudenziale “… solo qualora la condotta del pedone configuri, per i suoi caratteri, una vera e propria causa eccezionale … non prevista né prevedibile, che sia stata da sola a produrre l’evento..”. Difatti, secondo predetto orientamento, detti obblighi comportamentali sono posti a carico del conducente anche per la previsione di eventuali comportamenti irregolari dello stesso pedone, o, più genericamente , imprudenti.

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