Economia

La Cina chiede a Venafro 250.000 bottiglie d’olio

Ha poco più d’un anno di vita e la società cooperativa “Colonia Iulia venafrana” ha già ricevuto ordinazioni dagli importatori cinesi per un totale di 250.000 bottiglie d’olio. È il risultato straordinario portato a casa dal coordinatore commerciale per le esportazioni estere Giovanni Venuto, il quale, dopo la passata raccolta,  ha già ben piazzato sul mercato le prime 9.000  bottiglie prodotte all’esito del primo ciclo produttivo dell’azienda. Alla cooperativa in parola, 18 soci lavoratori e fondatori hanno conferito capitali per 80.000 euro, oltre, ovviamente, le terre e gli uliveti di cui ciascuno di essi è proprietario. L’obiettivo iniziale, già tramutato in realtà, è quello di produrre un olio elitario, risultato della molitura delle sole olive autoctone “aurine” da piazzare sul mercato al prezzo di 22 euro X 0,75 cl! “Le nostre ulive vengono raccolte tutte a mano e lavorate all’interno d’un frantoio d’ultima generazione a ciclo continuo con molitura a freddo e poi conservate in silos d’acciaio prima dell’imbottigliamento semiautomatico. Per garantire l’immediatezza della lavorazione abbiamo locato il frantoio per determinati orari della giornata, di modo tale da sapere esattamente fino a che ora poterci dedicare alla raccolta con la certezza che il frutto non aspetti inutilmente di essere molito, perdendo così gran parte delle sue qualità.. Particolare importanza abbiamo inoltre dato alla confezione, dal momento che le bottiglie da noi adoperate ci vengono fornite da una prestigiosa industria del vetro umbra..”. Cosi il coordinatore commerciale illustra i meccanismi aziendali della propria impresa, tuttavia, oltre alla linea Gold, la “Colonia Iulia Venafrana” non ha potuto fare a meno di curare anche altre linee di prodotto più commerciabili in ragione di prezzo; per tale motivo essa produce anche la linea Oro, in cui l’olio è composto al 70% da olive “aurine” e per il 30% da olive “rosciola” e, infine, la linea argento, con mix di olive “aurine”, “olivella” e “rosciola”. Per rendere più appetibile un prodotto che comunque rimane su prezzi mediamente più alti di quelli rintracciabili sul mercato, come ulteriore strategia di marketing si stanno affiancando all’olio altri prodotti affini, quali il tartufo, il pane, i taralli ed i biscotti; ad ogni modo, essendo il mercato dell’olio di gran parte delle campagne d’Italia in una situazione di oligopsonio, poiché quasi ogni consumatore è anche produttore, l’attività imprenditoriale non può che guardare oltralpe, ovvero di là dal mare. Pur essendo presenti a Venafro da lunga data i due frantoi Riccitiello e Zullo, la produzione d’olio della Piana venafrana non ha mai varcato la soglia dell’autoconsumo e, finalmente, per la prima volta dopo Roma Antica, grazie alla cooperativa “Colonia Iulia Venafrana” l’olio locale torna alla ribalta internazionale e ad arricchirne i produttori; ottimi i riscontri ottenuti al “Vinitaly 2014” e forti le aspettative legate all’imminente partecipazione a Milano Expo 2015. Un successo, quello della “Colonia Iulia”, anche favorito dall’importante istituzione del Parco dell’Olio di Venafro, che ha saputo comunque procurare agli imprenditori del settore un autorevole marchio intermedio, scevro dai costi esorbitanti del DOP Molise; quasi tutti i terreni legati alla raccolta della società, ricadono infatti all’interno di tale citato parco regionale storico ed agricolo.

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