L'intervento

Cane abbandonato sul balcone e maltrattato, 50enne condannato ad un mese di reclusione

Purtroppo non è nuova la storia di chi abbandona o maltratta un animale. Nella maggior parte dei casi le vittime sono i cani, così come accaduto a Trento. Un 50enne del posto ha lasciato il suo pastore tedesco sul terrazzo della propria abitazione senza prestargli le doverose cure. Per tutto questo, imputato dei reati previsti e puniti dagli artt. 81 cp (concorso formale, reato continuato), 727 cp (abbandono e maltrattamento degli animali), 659 cp (disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone) è stato condannato dal giudice monocratico Marco La Ganga, del locale Tribunale, ad un mese di reclusione (pena sospesa), al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituitesi nel giudizio per un importo di 4mila euro ciascuno. I fatti, risalenti agli ultimi mesi del 2012 e proseguiti anche nel 2013, raccontano di un cane che abbaiava continuamente e che sostanzialmente ‘soffriva’. Video e testimonianze dei vicini di casa hanno incastrato il 50enne.
“Abbaiava sempre, perchè non era un cane tranquillo, era un cane disperato, piangeva in continuazione…….e questo è durato un anno e mezzo”: le parole di una teste.
Ed ancora. “Si è tagliato il muso, tutto il muso era pieno di sangue…il cane si trovava chiuso sul poggiolo e pioveva o nevicava, il cane stava fuori”.
Come raccontato sempre da alcuni vicini “il cane spesso rovesciava il secchio dell’acqua che gli veniva lasciato sul poggiolo, così da rimanere senza bere”. L’animale, poi, nel tentativo di entrare in casa si era ferito ad una zampa, zoppicando a lungo. Ha persino rotto le tapparelle staccando dei pezzi di legno pur di entrare e ripararsi. Una situazione fatta spesso presente alle Forze dell’Ordine e allo stesso proprietario del cane che nella circostanza rispondeva in malo modo. Nonostante tutto, il 50enne poco si curava del pastore tedesco, facendosi vivo, a volte, anche dopo 3 giorni, lasciando segregato l’animale sul balcone, costretto a vivere tra gli escrementi, nutrito con pane secco e lasciato senza acqua a lungo, tanto da abbeverarsi con la propria urina. Obbligato a sopportare ogni intemperia, essendo presente solo una tettoia ma di limitate dimensioni.
Condotte di come un animale non deve essere tenuto e che integrano il reato di abbandono, sconfinando nel delitto di maltrattamento.
Il comportamento dell’uomo, come è possibile appurare leggendo la sentenza del Tribunale di Trento, è legato a disinteresse, inerzia, indifferenza. Indifferenza ai richiami dei vicini su come il cane era tenuto e alle sofferenze dello stesso animale. Un profilo soggettivo, un dato che implica la configurabilità del dolo piuttosto che della colpa quale elemento psicologico caratterizzante i reati contestati.

Monica Surace

sentenza n. 856-2014

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