Storia

CalendEsercito, la Grande Guerra…un Popolo in armi

Ricordi e racconti, foto e numeri presentati a palazzo Magno

 

Sono passati cento anni da quel 24 maggio che segnò per gli Italiani l’inizio di tre anni di sanguinoso conflitto. Il Regio Esercito chiamò alle armi milioni di soldati: contadini, operai, intellettuali, artisti. Anche le donne, formalmente non arruolate, ebbero un ruolo. Supportarono logisticamente e moralmente gli uomini al fronte.

L’Esercito ricorda la grande Guerra.

A cento anni, dal quel giorno, l’Esercito non si limita a raccontare ciò che è stato, ma ciò che oggi esso stesso è: un’Istituzione di italiani, uomini e donne, in uniforme, che condividono valori, sentimenti ed ideali.

Un Esercito nel quale i sacrifici e gli insegnamenti degli avi sono lo stimolo per operare sempre più e meglio per la propria Italia.

Tutto questo e tanto altro di più è il CalendEsercito 2015.

Stralci di documenti, fotografie, racconti in chiave giornalistica per descrivere il ruolo della realtà contadina di quel tempo. Agricoltori in difesa della Patria, così come gli operai: in prima linea per la crescita. Ed ancora, la storia di Cesare Battisti, processato e condannato a morte per i suoi ideali patriottici. Poi il conforto religioso anche ai militari israeliti, i matrimoni per procura con procedure più veloci per i militari e le curiosità della prima Guerra mondiale: dalle teleferiche alle corazze, dalla Redio con dinamo a pedali agli interventi dei pompieri, dai dirigibili ai riflettori, fino all’impiego dei cani e dei piccioni, il mascheramento delle vie di comunicazione e la protezione dei beni culturali, chi ha combattuto con e contro. Il CalendEsercito si sofferma inoltre su Maria Plozner, morta nell’adempimento del proprio dovere, colpita al fianco da fuoco nemico, sui gli eroi al fronte, su tutti i soldati, sulla propaganda patriottica fra le truppe, sulle unità tedesche ed austro-ungariche che hanno sfondato Caporetto e sul Bollettino Ufficiale del Regioe Esercito. Infine, in numeri della Grande Guerra. Una raccolta con una traduzione anche in inglese e che non tralascia i ringraziamenti a chiusura di una nuova ‘opera’ dell’Esercito, presentata anche a palazzo Magno a Campobasso.

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