NewsSenza categoria

Cade dalla lettiga e dopo l’intervento muore, condannato ‘ospedale’

Sentenza n. 14/2019 – Tribunale di Trieste, Sezione Civile

 

 

Avevano lasciato la propria madre ricoverata in ospedale dopo aver ricevuto rassicurazioni sulla sistemazione della stessa nel reparto di chirurgia vascolare.

Durante la notte però erano stati ricontattati dai sanitari del nosocomio perché la donna, caduta dalla lettiga, aveva riportato una frattura cranica, fratture costali ed altre contusioni tanto da rendere necessario un intervento chirurgico dal quale, però, la malcapitata non si è più ripresa giungendo a decesso

Per gli attori il ricorso al Tribunale in merito alla responsabilità della struttura ospedaliera per la violazione degli obblighi contrattuali di cura, assistenza e sorveglianza, sulla stessa gravanti, chiedendo la condanna al correlativo risarcimento dei danni sofferti sia iure proprio per la perdita del congiunto sia iure hereditatis, relativamente a quelli sofferti dalla de cuius, in ragione dell’apprezzabile lasso di tempo decorso tra l’evento ed il decesso.

Costituendosi in giudizio, l’Azienda convenuta ha chiesto il rigetto delle domande attoree, contestandone la fondatezza nell’an e nel quantum, salva al riguardo la prova di competenza degli attori.

Nella decisione finale del Giudice la condanna dell’Azienda Ospedaliera Universitaria convenuta, in persona del legale rappresentante in carica, a pagare agli attori, a titolo di risarcimento dei danni non patrimoniali subiti iure hereditatis, la somma di € 1.600,00, di cui € 300,00 per danno biologico terminale, € 1.300,00 per danno catastrofale, e quindi iure proprio € 160.000,00 per ciascuno; con gli interessi legali, computati sulla media tra le suindicate somme capitali e le medesime devalutate al 7/02/11, per il periodo intercorrente tra tale data e quella della presente decisione, e quindi sulle stesse suddette somme capitali, per il periodo successivo sino al saldo; la condanna altresì della convenuta a rifondere le spese di lite attoree, liquidate in € 13.000,00 per compensi ed € 1.165,00 per esborsi (di cui € 620,00 per costi c.t.p.), oltre spese gen. 15% ed IVA e CAP di legge; posti definitivamente gli oneri delle c.t.u. a carico di entrambe le parti, in quote uguali, con i conseguenti obblighi di rifusione.

 

 

La sentenza in esame può essere richiesta per mezzo di Lexgenda alla voce ‘Richiedi una sentenza’

Articolo Precedente

Intervento addominale mal riuscito, condannati chirurgo e clinica

Articolo Successivo

Buca profonda e caduta dalla bici, responsabilità concorrente di ciclista e Comune