Parte TecnicaTribunale Penale

Bancarotta fraudolenta: condanna dal Tribunale di Firenze

Sentenza n. 2851/2018 – Tribunale di Firenze – Composizione Collegiale

 

 

Prima nel Consiglio di Amministrazione, poi in quello di Gestione e Sorveglianza, poi nuovamente nel Cda di una azienda che da srl era passata a spa. In quattro sono finiti a giudizio. Tra i capi di imputazione la bancarotta fraudolenta. A pronunciarsi il Tribunale di Firenze, prima sezione penale, in composizione collegiale. Al centro dei fatti analizzati distrazione di beni e risorse, fusioni e transazioni.

La società di impianti vedeva debiti complessivi per 14 milioni di euro nei confronti di banche e fornitori, ma anche di erario e fornitori. Patrimonio stimato in 12 milioni di euro con bilanci che mostravano andamento economico in progressivo peggioramento negli ultimi anni. All’attenzione anche un immobile sito a Firenze ceduto in compravendita ad una seconda azienda, controllata da uno degli imputati. Proprio in relazione a tale immobile, per i giudici, gli imputati hanno realizzato sostanziali sottrazioni di risorse in danno della società

Una prima distrazione si è verificata con la cessione dell’immobile posta in essere formalmente come compravendita ma di fatto senza una effettiva contropartita

E’ stato infatti previsto un prezzo di 207 mila euro, palesemente inferiore al reale valore del bene, stimato oltre un milione di euro. Somma corrisposta in minima parte

Gli imputati hanno, inoltre, utilizzato la locazione dell’immobile per deviare ulteriori risorse da una società all’altra

Nei guai pure chi doveva tutelare il patrimonio societario impedendo distrazioni

Ad essere osservato l’elemento soggettivo del delitto di bancarotta fraudolenta per distrazione, costituito dal dolo generico, per la cui sussistenza è sufficiente la consapevole volontà di dare al patrimonio sociale una destinazione diversa da quella di garanzia delle obbligazioni contratte

Pene dai tre ai due anni di reclusione. Applicate pene accessorie. Alcuni dichiarati inabilitati all’esercizio di una impresa commerciale ed incapaci di esercitare uffici direttivi in qualsiasi impresa per 5 anni. Contemplato il risarcimento del danno.

 

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