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Banca attinge da libretto di Società in liquidazione: condannata a restituire la somma

Sentenza n. 680/2019 – Tribunale di Terni

 

 

 

 

Con atto di citazione ritualmente notificato una società cooperativa in liquidazione” deduceva che la convenuta Banca di riferimento aveva illegittimamente incamerato un importo di oltre 80 mila euro, nonostante la medesima società avesse depositato ricorso per l’ammissione alla procedura di concordato, avendone dato comunicazione ai creditori, compresa la Banca.

Quest’ultima comunicava all’attrice di avere provveduto a prelevare la somma di circa 39mila euro dal suo libretto di risparmio nominativo, dichiarando che esso era stato costituito in favore della convenuta a parziale riduzione di crediti insoluti. Inoltre, la Banca avere provveduto alla vendita delle polizze della società realizzando più di 41mila euro. Anche tali polizze costituite in pegno in favore dell’Istituto.

Dal proprio canto la Banca si costituiva in giudizio e chiedeva il rigetto della domanda, deducendo che l’escussione dei pegni era avvenuta del tutto legittimamente e in conformità alle previsioni dell’art. 4 d.l.gs. 170/2004.

Il Tribunale ha invece accolto la domanda dell’attrice, condannando la convenuta al pagamento in favore di società cooperativa in liquidazione di oltre 81mila euro, più interessi legali per la somma dei circa 39mila euro e per la restante somma. Banca condannata pure a coprire le spese di lite.

 

 

 

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