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Bacia studentessa minorenne, collaboratore scolastico condannato

Sentenza n. 251/2019 – Tribunale di Treviso

 

 

 

Ha avvicinato una alunna in un corridoio dell’Istituto in cui lavorava in qualità di collaboratore scolastico. L’ha poi baciata sulle guance e successivamente, in modo improvviso, sulle labbra adducendo la giustificazione di aver solo voluto fare alla ragazza gli auguri per le passate festività natalizie. Per questi motivi è finito a giudizio per il compimento di atti sessuali su minorenne. Fatto aggravato perché commesso da persona a cui la minorenne era affidata per ragioni di istruzione, vigilanza e custodia.

Per il pubblico ministero la richiesta di condanna alla pena di 3 anni di reclusione.

Per la difesa la richiesta di assoluzione con formula piena perché il fatto non costituisce reato o non sussiste o, nell’ipotesi di sussistenza del reato, la condanna al minimo della pena con concessione dei benefici di legge ove concedibili.

A seguito della valutazione del materiale probatorio, ritenuto sussistente il reato contestato.

Considerato che oltre alla deposizione della parte offesa non vi sono altri elementi di prova diretta in ordine all’accaduto, tuttavia, in materia di atti sessuali commessi in danno di minori, secondo la consolidata elaborazione interpretativa della Suprema Corte, il giudice può fondare il proprio convincimento in ordine alla penale responsabilità dell’imputato anche sulle sole dichiarazioni della persona offesa, sempre che esse siano sottoposte al vaglio positivo di attendibilità, senza necessità di applicare le regole probatorie.

A fronte della piena credibilità della parte offesa, e non essendovi validi elementi di prova idonei ad inficiare il suo racconto, ritenuta la penale responsabilità dell’imputato condannato alla pena di un anno e 2 mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali.

 

 

La sentenza in esame può essere richiesta per mezzo di Lexgenda alla voce ‘Richiedi una sentenza’

 

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