Politica e Istituzioni

Attentati a Parigi: un attacco all’Europa

Allahu Akbar. Allah è grande. Ancora una volta le grida orgogliose dei terroristi sconvolgono la quiete di un venerdì come tanti. Uomini e donne ai tavoli di un ristorante, nei teatri e all’interno di uno stadio per assistere a una partita di calcio, dove gli spettatori di Francia-Germania rimangono bloccati per un’ora prima di poter uscire. Gente comune che scherza, si rilassa e balla dopo giorni di lavoro e corsi universitari.

Ancora una volta Parigi. La Francia. Anzi l’Occidente. Sono trascorsi dieci mesi dall’attentato al giornale satirico Charlie Hebdo in cui sono morte dodici persone e undici sono rimaste ferite. Gli attentati del 14 novembre ’15 provocano almeno 140 morti e numerosi feriti, conseguenza di sparatorie e attacchi kamikaze. Una ferocia geometrica. Per la prima volta assistiamo ad attacchi kamikaze sul suolo francese. Fonti della polizia francese confermano che a Parigi ci sono stati due attacchi kamikaze e una bomba vicino allo stadio.

Un paese sotto shock, come tutti gli stati della comunità Occidentale che fanno fronte comune e si preparano a reagire in maniera coordinata, visto l’imminente G-20 in Turchia. Il presidente Hollande in un messaggio televisivo alla nazione ha deliberato lo stato di emergenza e la chiusura delle frontiere per limitare la circolazione. “C’è di che aver paura –afferma-ma ancora una volta sapremo sconfiggere i terroristi. Non abbiamo ancora concluso le operazioni. Abbiate fiducia. Viva la Repubblica, Viva la Francia”.

Per Barack Obama “E’ un attacco non solo al popolo francese, ma a tutta l’umanità e ai valori che condividiamo. Siamo vicini ai francesi nella lotta al terrorismo. Quelli che pensano di poter terrorizzare i francesi o le idee che ci accomunano sbagliano”.

 

Sui social network spopola l’hashtag “#Franciabrucia” tra i fondamentalisti islamici e i loro sostenitori. Sostenitori euforici che festeggiano le vittime occidentali , gli infedeli, come amano definirli, con smile e promesse di nuovi attacchi. Roma, Londra e infine Washington. Lo scopo dei terroristi è minare le nostre certezze, distruggere la nostra democrazia, i nostri valori e principi come risposta alle intrusioni occidentali volte a esportare la democrazia e l’uguaglianza. Vogliono distruggere la nostra quotidianità. Vogliono distruggere la nostra normalità e i diritti conquistati nel corso dei secoli. Terrorizzare l’occidente.

 

Siamo in guerra .

 

Le politiche di prevenzione e sicurezza da parte di agenzie e servizi hanno miseramente fallito. Ciò perché manca una vera difesa comune a livello europeo: è difficile coordinare le varie agenzie e le numerose informazioni. Ciò a causa di diffidenza reciproca di molti stati e arroganza mostrata dalle stesse agenzie e servizi che dovrebbero avere come fine ultimo quello di tutelare la vita dei cittadini europei. A poche settimane dal Giubileo, il timore di possibili attentati a Roma è forte, nonostante l’elevato numero di forze dispiegate sul campo.

 

Isis, rivendica l’attentato. È l’11 settembre francese. “La Francia manda i suoi aerei in Siria, bombarda uccidendo i bambini, oggi beve dalla stessa coppa”: è quanto afferma il canale Dabiq France (la rivista francese dello Stato islamico). Lo riferisce il Site. Dopo Parigi, ora “tocca a Roma, Londra e Washington”.

 

Dopo aver parlato del sedicente califfato, in trasmissioni televisive, dibattitti universitari e convegni, è giunta l’ora di agire. Si è sempre parlato di quest’organizzazione ritenendola distante anni luce da noi, quasi inoffensiva. Si è creduto che non potesse mai toccare direttamente il nostro suolo. Per questo ci siamo impegnati nell’addestramento dei curdi e altre formazioni combattenti in Medio Oriente per evitare ai nostri soldati di scendere in campo. A seguito di una tale strage, la comunità internazionale unita, insieme alla Russia, dovrà riorganizzarsi e capire come sconfiggere il nuovo-vecchio gruppo terroristico. In passato finanziato dalle stesse potenze occidentali per scopi sovversivi..

 

Michele Del Balso

(laureando in Scienze politiche e delle istituzioni europee, Università degli Studi del Molise)

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